Acquatic Education

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Un campione di apnea insegna le regole della sicurezza in acqua

www.educazioneacquatica.itLo sapevate che per far prendere ai bambini confidenza con l’acqua, durante i bagnetti, non si mette il bagno schiuma in vaschetta se non nella fase finale? E che esistono manovre graduali e semplici per far loro sperimentare la sensazione dell’acqua sul viso? Sapevate che la temperatura ottimale dell’acqua, in una piscina che propone corsi di acquaticità, deve essere di 32 gradi?

Sono solo alcuni dei consigli che troverete nello straordinario manuale Acquaticità e sicurezza 0-12 anni – L’educazione acquatica: dai primi bagnetti alla scoperta del mare”, di cui è autore Nicola Brischigiaro (lo vedete qui in una foto di EducazioneAcquatica.it), apneista recordman, uno dei massimi esperti nel settore acquatico per il benessere psicofisico pre e post natale.

La guida è scaricabile gratuitamente in formato pdf, in mp3, oppure è possibile richiederla in dvd (solo in questo caso questo a pagamento) ed è organizzata in diverse sezioni quanti sono gli ambienti acquatici (casa, piscina, mare, lago, fiume) e per fasce d’età. Rappresenta il fulcro di una campagna educativa pubblica, da poco presentata e patrocinata dal ministero della Salute (vedi news), per insegnare a tutte le famiglie italiane con bambini la condotta più corretta e responsabile in acqua.

Radiomamma.it ha intervistato Nicola Brischigiaro, per capire meglio il progetto e le ragioni del suo impegno.

Che cos’è Acquatic Education?
E’ un’associazione senza fini di lucro fondata nel 2009 per sostenere e promuovere un progetto ambizioso e straordinario: veicolare, su scala nazionale, europea e mondiale, un’inedita guida acquatica-educativa dedicata a tutte le famiglie aventi bambini dai 0 ai 12 anni.

Lei ha figli?
Sì, sono papà di Alessio, che ha 7 anni, ed Elia, di 2 anni e mezzo.

Perché, rispetto alla sua carriera di atleta, ha deciso di impegnarsi in questo progetto?
Perché, oltre ai record e agli studi scientifici a cui ho collaborato, non ho mai smesso di operare in acqua con donne in gravidanza, neonati e disabili. Essendo una cosa che amo fare e su cui ho costruito una considerevole esperienza, ho capito che potevo trasferire tutte queste conoscenze e questa competenza ai genitori italiani.

Ed è arrivata la guida che rappresenta un unicum nel panorama della manualistica, anche internazionale.
E’ vero! E’ un lavoro innovativo e con una connotazione molto pratica. Mi auguro che aiuti veramente le mamme e i papà a entrare in contatto con l’acqua insieme ai loro bambini. Ad esempio, il primo approccio dei neonati con il bagnetto è fondamentale ma gran parte delle guide insegna come lavarli, non come farli entrare in acqua e far loro prendere confidenza con questo elemento.

A che età un bambino può iniziare un corso di nuoto?
Fino ai 4 anni un bambino non ha ancora maturato le capacità di coordinazione e motorie necessarie, nei primi anni non ha neanche capacità di galleggiamento. Perciò nei primi mesi e anni di vita la cosa migliore è lo sviluppo dell’acquaticità insieme a mamma e papà (tanto che nei miei corsi in Valle d’Aosta facciamo entrare in vasca entrambi i genitori). A loro dico sempre che se fino ai 4 anni giocano in acqua con i loro bambini, senza avere la preoccupazione che imparino per forza uno stile, va benissimo!

Quale tipo di comportamento è peggiore? L’iperprotettivo o il rilassato?
Sono entrambi due estremi dannosi. La guida e la campagna educativa sono volte proprio a questo: non vogliamo creare nuotatori precoci, ma nuclei familiari che sanno ciò che devono fare in un ambiente acquatico, che si approcciano con serenità e con senso di responsabilità all’ambiente marino e che si divertono con i figli. E poi, anche se sembra scontato, vorrei ricordare che un bambino, sia che abbia i braccioli sia che abbia fatto corsi di nuoto, in acqua va sempre controllato.

E’ vero che distribuirete la guida nelle maternità italiane?
E’ questo l’obiettivo primario di tutto il progetto, ossia, consegnare la guida, gratuitamente, durante i tre giorni classici di degenza post parto, alle neo-mamme e quindi ai neo-genitori. Perché i genitori sono il fulcro, la cartina di tornasole di una problematica immensa, quella degli annegamenti e semi-annegamenti in acqua, che può essere contrastata in modo efficace grazie ad un progetto che permetta al genitore di gestire i bambini in acqua con cognizione di causa e lungimiranza.

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