101 cose da fare prima di diventare genitori

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Centinaia di consigli per vivere al meglio l'attesa

Vi siete mai detti: perché non l’ho fatto quando potevo? Cioè quando non c’era ancora in casa questo esserino che mette tutto in disordine e non dorme mai? Molti genitori si sono fatti questa domanda Molte risposte e diversi consigli arrivano ora in un libro: “101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori” edito da Newton Compton. Gli autori, Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano Pavone, fanno coppia nel lavoro e nella vita. È una guida per aspiranti genitori moderni che dovranno cambiare la loro esistenza, ma che possono godersi ancora un po’ la vita magari andando al ristorante e lamentandosi dei vicini con i bambini piccoli. E poi tutto quello che si può fare e che si deve evitare in gravidanza, compreso come annunciare in ufficio l’imminente arrivo. Agli autori abbiamo chiesto prima di tutto come è venuta l’idea del libro…

Siamo scrittori e non ci rilassiamo mai! Il momento dell’attesa delle nostra bambina ci ha fatto pensare che sarebbe stato bello, ma anche utile e interessante, mettere nero su bianco le impressioni su questo periodo speciale. Da lì gli spunti si sono moltiplicati. Tre-quattro all’inizio, 101 (e oltre) alla fine.

Vi siete ispirati a qualcuno che conoscevate, a esperienze vicine?

Sì, certo. L’esperienza personale è importante, ma sempre limitante. Perciò, per metterci nella condizione di dare indicazioni e consigli davvero utili, abbiamo fatto tesoro delle esperienze delle coppie di amici e parenti. Da nord a sud, con indoli e situazioni diverse, ma il comune denominatore della grande gioia dell’attesa di un bebè.

Genitori si nasce o si diventa?

Si diventa, indubbiamente. Chi per vocazione, chi per necessità contingente. E’ un mestiere che si impara sul campo, ma al quale ci si può in qualche modo preparare. Il nostro libro insegna a vivere al meglio il momento della ricerca e quello dell’attesa vera e propria. Ma il consiglio fondamentale alla fine è uno solo: prepararsi a dare e ricevere amore.

Per chi è questo libro?
Per quelle coppie moderne, un po’ illuminate e un po’ cialtrone, come le definiamo noi, che desiderano un figlio per dare una chance a un nuovo esserino e non per togliersi lo sfizio di chiamarlo Alcibiade o Morgana. Per chi non ha paura di mettersi in gioco e fare qualche rinuncia. Per chi mette in conto di vivere in una casa incasinata, passare la domenica mattina ai giardinetti, rivedere Shrek 12 volte in un mese, imparare i nomi delle Winx. Il libro racconta vicende vere e dà consigli utili, ma con leggerezza e ironia. Nello stesso modo bisogna prepararsi a fare i genitori: con serietà, senso del dovere, ma anche con la gioiosa innocenza che solo i bambini ci sanno insegnare.

Potete farci qualche esempio di cose da fare prima di diventare genitori?

Nel libro, partiamo dal periodo che precede la gravidanza, quello in cui il figlio ci si limita a desiderarlo. In questa fase, invitiamo caldamente a togliersi il maggior numero di sfizi possibili. A fare quello che poi in futuro con il bambino sarà più difficile. E quindi: via libera a concerti affollati, viaggi avventurosi, happy hour insani e gite in moto. La nascita di un figlio non implica certo la clausura, ma richiede una serie di attenzioni e di cautele per assicurare il benessere del bambino. Quando in una famiglia arriva un figlio, almeno per un po’ di anni, è giusto che sia lui al centro dell’attenzione. Ci sono poi altre indicazioni pratiche nei nove mesi della gravidanza: come dare la notizia, come scegliere il nome, in che modo sfruttare al meglio la situazione con il resto del mondo, che libri leggere e che film vedere...

Quali sono invece le cose da non fare? Avete incontrato eccessi nella vostra ricerca per il libro?
Il primo errore è sbandierare ai quattro venti che si sta “cercando un bambino” (come se lo si fosse smarrito da qualche parte). La notizia porterà tutti gli amici e parenti a sviluppare un morboso interesse nei confronti della vita sessuale e riproduttiva della coppia. E se poi il baby non arriva a breve, sono guai. Quindi, acqua in bocca. Acqua in bocca anche quando comincia l’attesa, nel senso di non diventare monotematici, ammorbando il mondo con questioni di nausee, placente previe e villocentesi. Attenzione anche allo shopping sfrenato per il bambino: salvo gli articoli fondamentali (primo set di tutine e carrozzina), meglio aspettare che sia nato. Solo a quel punto capiremo che cosa gli serve davvero. Senza contare i regali arrivati nel frattempo…

Dopo aver scritto il libro come vi appare la gravidanza, come deve essere vissuto questo periodo?

E’ un periodo meraviglioso, unico (almeno per chi fa un solo figlio…). Ma è anche un periodo difficile. Al di là dei piccoli malesseri, il problema vero è che si vive in uno stato di allarme continuo, tra un’amniocentesi e una morfologica, un esame del sangue e un’ecografia dell’accrescimento. Sempre a temere il peggio, per il piccolo. Per non parlare del parto, che rimane un’incognita totale e raramente si rivela un’esperienza solo piacevole (alla lei della coppia è successo, ma è abbastanza un’eccezione). Insomma, la gravidanza sarebbe più allegra, se sapessimo in anticipo che andrà tutto bene. In realtà, nella stragrande maggioranza dei casi va tutto bene e perciò non c’è motivo di non godersela. Guai, poi, a voler anticipare i tempi. Meglio vivere il presente, settimana per settimana. Lo stesso con i bambini: sentiamo tanti genitori non vedere l’ora del primo dentino, dei primi passi, della prima parola. Salvo poi rimpiangere i tempi in cui il loro bambino era più piccolo.

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