Giornata dei diritti dei bambini 2017

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Cosa fa e come si diventa tutore volontario per minori stranieri non accompagnati. In Lombardia ne servono almeno 1000.
Accompagnare un minore straniero nel suo viaggio dallo sbarco in Italia alla nuova vita, te la senti? Puoi diventate tutore volontario di uno dei 1000 bambini e ragazzi che in Lombardia (in Italia 26mila nel 2016) hanno bisogno di un “adulto di riferimento”. Non è un’adozione e non devi ospitare il tuo ragazzo/a, ma stare con lui/lei, sostenerlo. Un modo per essere attivi, per tutelare i diritti di bambini e ragazzi. Per questo ne parliamo in occasione del 20 novembre, la 28esima Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, (si celebra l’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza).
 
Nel 2016 sono arrivati in Italia 26 mila minori stranieri soli, quest’anno al 30 settembre erano oltre 18mila i bambini e i ragazzi sbarcati nel nostro Paese e il 90% dei minori che arriva in Italia arriva da solo. “E ‘fondamentale la figura del tutore volontario, finalmente può esserci la presa in carico del minore da parte di tutta la società civile italiana”, spiegano Silvana Mordeglia, Presidente della Fondazione Assistenti Sociali e coordinatrice generale del progetto Pueri e Maria Concetta Storaci, assistente sociale, segretario nazionale dell’ordine assistenti sociali e coordinatrice nazionale del progetto.

BIMBI E RAGAZZI IMMIGRATI COME FUNZIONA L’ACCOGLIENZA: I NUMERI IN LOMBARDIA
In Lombardia sono già 300 i tutori volontari (140 solo a Milano), ma i minori presenti sono molti di più, almeno 1000. Fino alla legge 47/2017 i tutori erano le “autorità” o i professionisti che lavorano nel posto dove il ragazzo è accolto: sindaci, assistenti sociali, legali. “Quindi un tutore poteva avere in carico anche 500 minori. Non poteva funzionare. La legge Zampa indica invece il rapporto di 1 a 1 e così la figura del tutore terzo, che appartiene alla società civile, fa la differenza”

COSA È IL TUTORE E COSA FA
Il tutore accompagna e rappresenta il minorenne in tutto ciò che riguarda salute, istruzione e riconoscimento davanti alla legge. “Lo rappresenta nei luoghi istituzionali: per l’iscrizione scolastica, per fare la carta d’identità, per la richiesta di permesso di soggiorno…Instaurando un rapporto con lui riesce a aiutare gli enti locali, il tribunale, la comunità di accoglienza, a costruire il progetto individualizzato che deve essere fatto su ogni ragazzo che arriva”. Essere tutore significa essere una figura adulta di riferimento per il ragazzo, che compie insieme a lui tutte quelle scelte che solitamente si fanno insieme ai genitori. Non si vive insieme, ma ci si incontra e ci si frequenta. “I minori possono essere invitati a casa del tutore, possono passare con loro festività e momenti insieme. Si crea un legame importante. Io ho avuto diverse esperienze e i ragazzi sono diventati parte della nostra famiglia. E continuiamo a fare una sorta di azione di controllo indiretto. Se non li sento per una settimana sono io la prima a preoccuparmi, come un genitore…” racconta Storaci.

COME SI DIVENTA TUTORE VOLONTARIO DI BAMBINI E RAGAZZI STRANIERI
Il tutore viene selezionato dal Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza della regione dove vive. Bisogna avere 25 anni di età e compilare una domanda da presentare al Garante. C’è poi un colloquio di idoneità e una volta selezionati si fanno 4 giornate di formazione. Finite queste si entra ufficialmente nell’ albo (ogni regione ne ha uno suo) e da questo albo ogni Tribunale dei Minorenni deve “prendere” il tutore “idoneo” cui affidare il minorenne

INFO:
Garante per l'infanzia e l'adolescenza Lombardia
c/o Consiglio regionale della Lombardia Via F. Filzi, 22 - 20124 MILANO
Tel 02 67486290
garanteinfanziaeadolescenza@consiglio.regione.lombardia.it
 

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