Genitori, sì ai tempi morti per i bimbi

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Come sopravvivere in casa con figli piccoli? I consigli dell’esperta

“Ben vengano i tempi morti…genitori, attenzione all’ansia da tempo libero”. È diretto il suggerimento di Mara Vavassori, Coordinatrice/Educatrice con ultraventennale esperienza maturata con bambini dai 3 mesi ai 6 anni, con i loro genitori e con un team di educatori dedicati alla ideazione di Progetti-Soluzioni-Tecniche di crescita dell'individuo. Mara fa consulenze anche a domicilio per un confronto, collaborazione su strategie finalizzate all'attivazione di un rapporto sereno, fiducioso, complice tra Genitore e Figlio.

Bambini e tempo libero. Nei weekend, nel dopo scuola, nelle vacanze, tendiamo a occupare il tempo dei nostri figli con mille occupazioni. È un errore? Come bisognerebbe organizzarsi?
VAVASSORI: L'adulto cerca sempre di organizzare al meglio i tempi liberi (weekend, ponti, pomeriggi in casa) trovando spazi/attività innovative per il bambino ma l'errore (se si può definire così in quanto è un errore rivolto a dare il meglio) in cui è facile ricadere creando stati d'animo negativi (insofferenza, delusione) è volere riempire lo spazio libero trascurando il dialogo, il semplice/faticoso rapporto tra persone. Gli spazi 'morti'(a casa) sono momenti importanti per ritrovarsi, rilassarsi e avere tempo per sé stessi condividendo emotivamente con la famiglia. Si possono fare giochi in scatola, trovare assieme parlando, consultandosi, condividendo oggetti per se stessi che escludono solo 'materialmente' gli altri... L'adulto deve ricordarsi che i tempi dei bambini sono a pari passo con la crescita cognitiva/fisiologica delle tappe evolutive di crescita dell’essere umano e non sempre dell'emotività che caratterizza spesso l'essere umano adulto. Stati d'ira, capricci sono causa di insicurezza, bisogno di essere guidato nel mondo adulto di cui il bambino non possiede ancora gli strumenti adeguati che devono essere forniti dall'adulto.

Avere un bambino 0-10 anni a casa (dopo asilo e scuola) nei genitori provoca la reazione: "non ho più una mia vita"...Quindi non si può guardare un film, leggere un libro, cucinare, andare dal parrucchiere? Esistono modi per evitare questo?
VAVASSORI
•    Si può pensare di creare spazi con giochi simbolici, libri, pareti attrezzate per disegnare liberamente nella stanza in cui l'adulto deve svolgere le sue attività: preparazione pasti, lavoro o semplicemente riorganizzazione mentale post rientro dalla giornata lavorativa.
•    Giochi interattivi(tablet adeguato all'età del bambino, libri, giochi di costruzioni 'specifiche') possono essere ottimi compagni di gioco durante l'accompagnamento del genitore in luoghi da “Adulto” (parrucchiere, estetista, banca, ecc. ... ) dove un semplice sorriso, parola d'intesa con l'adulto può rendere piacevole l'attesa del bambino e dell'adulto stesso, facendo capire che si possono affrontare insieme con serenità situazioni non sempre adeguate ai propri desideri,  ma che fanno parte dell'essere componente di una società.

Come vivere la casa con i propri figli? Si deve giocare in continuo con loro o stare appiccicati a loro? E come deve essere organizzato lo spazio per fare passare il tempo bene a grandi e piccini?
VAVASSORI
•    Creare spazi accessibili ai bambini in luoghi in cui l'adulto trascorre il tempo in casa possono aiutare l'autonomia del piccolo rispettandone le necessità, facendone parte sempre soprattutto non interrompendo il legame emotivo/sicuro con il suo punto di riferimento: Mamma, Papà, Fratello/Sorella maggiore.
•    Pranzo /Cena: si possono creare spazi all'interno della stanza, come libreria o tavolino con accessori di cucina (trovare anche cassetti a portata del bambino e renderglieli suoi) dove ogni persona all'interno ha un suo ruolo condividendo emotività/sicurezza.
•    Relax/Televisione/Bagno: in sala si potrebbe utilizzare una superficie morbida(tappetti) dove il bambino restando 'emotivamente' vicino all'adulto potrà gestire in autonomia il tempo rispettando il tempo degli altri, scegliendo a priori giochi adeguati alla situazione con l'aiuto del 'Grande'.
•    La cameretta del bambino deve essere il suo spazio: ritrovarsi, vivere la sua emotività da solo e non luogo di 'castighi, allontanamento' dall'adulto.


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